Borgo Po è un quartiere della città di Torino, compreso tra via Gioanetti, corso Lanza, via Luisa del Carretto, corso Gabetti e il fiume Po.
Anche se attualmente è considerato un quartiere residenziale di grande prestigio, le sue origini sono di un modesto borgo di pescatori.
Già nel 1700 l'espansione di Torino, dall'originale quadrilatero romano, aveva raggiunto il Po, con la creazione dell'allora piazza Vittorio Emanuele I.
La successiva occupazione napoleonica ebbe come risultato duraturo la costruzione del grande ponte, ancora esistente, e l'inizio della vera espansione della città verso la collina.
Al suo ritorno dall'esilio, nel 1815, re Vittorio Emanuele I di Savoia avviò grandiosi progetti per la riqualificazione dell'area, con la costruzione della chiesa della Gran Madre, al centro di una piazza che avrebbe dovuto essere circondata da portici e lussuosi edifici, come rappresentato nel quadro di Carlo Bossoli, "Veduta ideale delle sponde del Po" del 1863, conservato alla Galleria d'arte moderna di Torino.
Pur ridimensionate rispetto alle ambizioni iniziali, tra il 1815 e il 1831 furono completate la chiesa della Gran Madre e piazza Vittorio, con un risultato complessivo di particolare effetto scenografico.
Nel corso dell'800 il quartiere è lentamente cresciuto, mescolando case di abitazione e piccole fabbriche, ma la vera espansione edilizia si è avuta nel XX secolo, durante il quale il quartiere è diventato sempre più residenziale, assumendo l'attuale aspetto di sobria compostezza ed eleganza.
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